Pensieri

KPI aziendali per una piccola impresa: quali guardare davvero

14 Ottobre 2026

Marco Grandinetti con la frase: Tre numeri li tieni in tasca. Trenta restano sullo schermo.

Sono le undici di sera e il titolare è ancora in ufficio. Davanti ha il cruscotto nuovo, quello che un consulente gli ha installato sei mesi fa e che “fa vedere tutto”. Trentaquattro indicatori sulla stessa schermata. Torte, frecce verdi, frecce rosse.

Lo guarda per due secondi. Poi chiude e torna alle mail.

L’ho visto succedere in tante aziende, e quasi mai è colpa di chi ha davanti lo schermo. Davanti a trentaquattro numeri non provi chiarezza. Provi una specie di vergogna: sono i numeri della tua azienda e non sai da quale cominciare. Così li lasci lì, e vai avanti a naso.

Il problema non è il cruscotto

Il cruscotto è lo strumento giusto. Il problema è cosa ci mettiamo dentro.

Prendi quello dell’auto. Mentre guidi a centoventi non leggi il libretto di istruzioni: guardi la benzina, la velocità e una spia rossa che si accende solo quando c’è un guaio vero. Tre cose. Il resto c’è, ma non ci fai caso, altrimenti finisci fuori strada.

Con i numeri di un’azienda facciamo spesso il contrario. C’è un dato? Mettiamolo. Ce n’è un altro? Anche quello, non si sa mai. E indicatore dopo indicatore il cruscotto diventa un muro.

In Italia più di nove imprese su dieci hanno meno di dieci addetti. Lì nessuno ha un ufficio studi. Il titolare fa dieci mestieri, e un cruscotto pieno di indicatori è solo un peso in più.

Il numero da non guardare per primo

Prima dei tre numeri, uno da mettere da parte: il fatturato.

È il numero che si dice in fiera. “Abbiamo fatto tre milioni.” Suona grande, e proprio per questo acceca. Il fatturato ti dice quanto hai messo in fattura, non quanto ti resta. Puoi raddoppiarlo e stare peggio di prima: più stanco, più esposto, con meno soldi in banca.

Tre numeri: cuore, acqua, peso

Non sono un comandamento. Sono una proposta da provare sulla tua azienda.

Il cuore: se il lavoro, da solo, guadagna. Nei bilanci si chiama EBITDA, e la sigla spaventa più del concetto. Prendi quello che hai venduto e togli quello che ti è costato farlo: materiali, persone, fornitori, affitto, bollette. Tasse, interessi e ammortamenti li tieni da parte per dopo. Quello che resta ti dice se l’azienda sta in piedi da sola. Non se sei ricco: se respira.

L’acqua: la cassa che il lavoro porta, o toglie. Puoi essere in utile sulla carta e non riuscire a pagare gli stipendi a fine mese. Hai fatturato a novanta giorni, ma fornitori e stipendi li paghi adesso. Il paradosso è che il pozzo si svuota proprio quando le cose vanno bene: arrivano ordini, anticipi materiale e ore, e i clienti ti pagano fra tre mesi. Più vendi, più rischi di affogare.

Il peso: quanta parte di ogni euro fatturato va al personale. Non è il numero della scure. È uno specchio. Se cresce mese dopo mese e il fatturato no, non ti sta dicendo di mandare via qualcuno. Ti sta chiedendo di capire perché: magari il tempo delle persone è usato male, magari i prezzi sono fermi da due anni mentre gli stipendi sono saliti.

Se lavori a commessa ne serve un quarto, e me l’ha insegnato un imprenditore correggendomi: il margine della singola commessa, seguito mentre il lavoro è aperto. A fine mese è tardi. Durante, puoi ancora intervenire.

Numeri che capisce anche il magazziniere

C’è una regola che metto prima di tutte: i numeri che servono devono capirli tutti. Non solo il commercialista. Anche chi sta al taglio, chi carica il camion, chi vende.

Quando il numero lo vedono tutti, le persone cominciano a chiedersi da sole se quello che fanno lo migliora o lo peggiora. Nessuno gliel’ha imposto. Lo vedono, e quello che vedi lo difendi.

Il passo che puoi fare stasera

Non aprire il cruscotto. Prendi un foglio e scrivi a mano i tre numeri che vorresti trovare domani mattina sul telefono, arrivati da soli. Solo tre. Se te ne vengono in mente dieci, hai ancora il libretto di istruzioni davanti agli occhi: taglia finché restano quelli che, se si muovono, ti fanno alzare dalla sedia.

Poi un cruscotto puoi anche fartelo costruire. Ma attorno a quei tre, non attorno a tutto.

Quel titolare delle undici di sera li ha scritti su un post-it e l’ha attaccato al vetro davanti alla scrivania. Stesso cruscotto, rifatto attorno a quattro numeri grandi. Adesso lo apre ogni mattina.


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