Un’impresa si guida guardando la strada, non lo specchietto retrovisore

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Un’impresa si guida guardando la strada, non lo specchietto retrovisore.

Pochi giorni fa un imprenditore mi ha detto una frase che sento spesso.
«Marco, io i conti li tengo a posto. Di cosa mi dovrei preoccupare?»

Gli ho fatto una sola domanda.
Se domani ti chiedessero di dimostrare che la tua azienda sa accorgersi di una crisi prima che arrivi, sapresti farlo?

Silenzio.

C’è un obbligo di legge che quasi nessuno ha messo davvero a terra: gli adeguati assetti organizzativi (art. 2086 del Codice Civile).
In parole semplici, ogni amministratore deve dotarsi di strumenti per vedere arrivare i problemi, non per raccontarli dopo.

Il dato che fa riflettere: solo una piccolissima parte delle aziende italiane li ha implementati sul serio.
Tutte le altre vanno avanti a fiuto, con una contabilità pensata per pagare le tasse, non per decidere.

Per me questo non è un adempimento. È la differenza tra guidare guardando la strada e guidare guardando lo specchietto retrovisore.

Le cose che servono sono concrete e poche: un controllo di gestione anche semplice, qualche indicatore di allerta, e oggi un po’ di AI che ti segnala l’anomalia mentre puoi ancora intervenire. Niente di più. Ma nemmeno di meno.

La domanda che lascio a te: la tua azienda si accorgerebbe di una difficoltà con mesi di anticipo, o solo quando è già sul tavolo?
Raccontamelo nei commenti.

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